Caducità

Soldati

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie

(”Soldati” di Giuseppe Ungaretti - 1918)

Ti propongo la sovrapposizione di due immagini: un paesaggio autunnale e dei soldati in marcia (in particolare si tratta della cattura di Cesare Battisti). Di seguito puoi leggere la poesia “Soldati” di Giuseppe Ungaretti.

Qual è la metafora che racconta questa composizione?

Esegui un tema ispirandoti anche agli eventi storici.

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Le centrali idroelettriche

Centrale idroelettrica

Insieme alle centrali termoelettriche sono state le prime tipologie di centrali in uso. Il principio di funzionamento delle centrali idroelettriche si basa sull’utilizzo dell’acqua, o meglio della sua energia cinetica, al fine di produrre energia elettrica. Le centrali idroelettriche si suddividono in due tipologie:

  • Centrali ad acqua fluente
    Tali centrali sfruttano l’energia cinetica delle acque fluviali (energia idroelettrica), convogliate in particolari turbine elettriche messe in rotazione dal flusso dell’acqua. Collegate all’albero rotante delle turbine vi sono gli alternatori che trasformano l’energia meccanica di rotazione in energia elettrica.
  • Centrali a caduta
    Tali centrali sfruttano l’energia potenziale di notevoli masse d’acque poste ad altezza maggiore rispetto a quella di presa (si parla in tal caso di ‘invaso’, o naturale o artificiale creato tramite dighe). L’energia potenziale dell’acqua viene trasformata in energia cinetica facendo confluire l’acqua in condotte forzate nelle quali l’acqua raggiunge notevoli velocità. L’acqua viene poi fatta confluire come nel caso precedente in turbine collegate ad alternatori producendo così energia.

L’impatto ambientale delle centrali idroelettriche è molto minore di quello delle centrali termoelettriche, per via dell’assenza di fumi, e riguarda soprattutto il diverso regime delle acque da esse sfruttate: l’estrazione di energia cinetica rallenta il corso d’acqua, aumentando la velocità di sedimentazione; nel caso di centrali a caduta è necessario mettere in conto le opere idrauliche necessarie (dighe e condotte). La parte maggiore dell’impatto ambientale si verifica durante la costruzione, a causa degli sbancamenti e delle grandi opere necessarie per realizzare gli invasi ed il sistema di condotte forzate. Le centrali idroelettriche possono avere potenze che vanno da alcuni MW (centrali fluviali) alle decine o centinaia di MW per le grandi centrali a caduta.

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L’indifferenza? Non ci interessa!

La contabilità dei morti ormai non la tiene più nessuno. Tanto non fanno rumore, nemmeno notizia. E per questo non scuotono le coscienze di nessuno.

Una foto raccapricciante è una foto raccapricciante.

Morte nell'indifferenza

Basta girare pagina e la foto non c’è più.

In Sudan gli esseri umani che hanno perso la vita nella totale indifferenza del mondo ammontano ormai a svariate centinaia di migliaia: una catastrofe umanitaria alla quale i potenti della terra non sono riusciti a porre un freno.

Ma là dove la politica ha fallito, piccoli, ma significativi successi li hanno ottenuti alcuni artisti statunitensi, uno scrittore, Dave Eggers, un regista, Steven Spielberg, e un’attrice, Mia Farrow.

Il primo ha sposato la causa sudanese il giorno in cui ha ricevuto una mail da un profugo sopravvissuto ad anni di angherie e violenze, Valentino Achac Deng.

Romanzo

E ha deciso di fare ciò che era nelle sue possibilità, ovvero trasferire la terribile esperienza di Valentino in uno straordinario romanzo, intitolato “Erano solo ragazzi in cammino”.

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Strumenti di persuasione

Il fascismo fu caratterizzato da una grande capacità comunicativa, la “propaganda” appunto, attraverso la quale fu stabilito un controllo totale sull’informazione e la cultura.

Tramite la propaganda che effettuò un controllo politico su tutti i mezzi di comunicazione, avvenne il processo di fascistizzazione del paese, con lo scopo di orientare l’opinione pubblica, di caricarla, comunicando l’esaltazione della missione nazionale. I messaggi furono rivolti a tutte le categorie della società italiana e vennero diffusi incessantemente attraverso la radio, la stampa e il cinema. Non solo, la stampa toccò anche momenti ludici, come possono essere i giochi con le carte. Ne venne commercializzato un tipo di mazzo composto da quaranta carte simili a quelle cosiddette napoletane. L’unica differenza stava nel fatto che al posto dei quattro semi classici (fiori, picche, cuori e quadri o bastoni, coppe, denari e mazze) vi sono i simboli del fascio, del gladio, dell’aquila, e della M (iniziale del cognome del duce).

Nell’immagine sottostante si possono vedere alcune carte da gioco con protagonisti e simboli della Guerra d’Africa. Cliccando sull’immagine si possono vedere anche alcuni altri esempi della propaganda fascista.


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Per una didattica laboratoriale

Immagine-fonte

Tra le nuove tracce usate dagli storici della contemporaneità
le immagini fotografiche sono certamente strumenti privilegiati
per la storia degli ultimi due secoli.

(Clio ‘92)

Il ricorso alle fotografie e più ampiamente alle immagini nella didattica della Storia può spingere verso metodologie laboratoriali centrate sull’analisi e sull’interpretazione delle fonti, che naturalmente aprono prospettive interdisciplinari.

Le fonti iconografiche consentono di:

  • conoscere modi di vita, sensibilità, dettagli della cultura materiale, della politica, della religione, …;
  • raccogliere informazioni esclusive per ricchezza e precisione;
  • offrire differenti letture (spaccato diacronico del mutamento di mentalità, ricostruzione della cultura materiale, simbolismo politico tra ritrattistica, vignette e caricature, …)

Come ricorda Burke bisogna però avere attenzione alle “… spinte opposte che muovono chi realizza immagini e si trova a rappresentare un mondo ora idealizzandolo e ora mettendolo alla berlina“. Gli storici (e quindi anche gli studenti) devono “… affrontare il problema di come distinguere fra rappresentazioni di ciò che è tipico e immagini di ciò che è eccentrico“. “Le immagini non danno accesso direttamente al mondo sociale, bensì alla visione che di quel mondo hanno i contemporanei: il punto di vista maschile sulle donne, il punto di vista dei ceti medi sui contadini, il punto di vista dei civili sulla guerra e così via.”

E’ necessario dunque esercitare un’azione critica sulle fonti iconografiche per poter risolvere problemi, riflettere e discutere sui fatti e sulle tematiche che esse propongono. Le operazioni che gli studenti dovranno compiere sono dunque:

  • collocare in un contesto;
  • leggere fra le righe e rappresentarsi nella mente la fonte;
  • analizzare gli indizi e problematizzare le assenze;
  • comparare documenti diversi;
  • selezionare;
  • porre domande;
  • collegare il contenuto della fonte con altri elementi del contesto;
  • indicizzare, denominare, definire;
  • catalogare e categorizzare.
Per far effettuare agli studenti queste operazioni è opportuno seguire apposite Linee Guida (PDF, Kb 53), anche predisponendo, a partire da esse, griglie che facilitino e raccolgano le analisi e le interpretazioni.

Questo blog vuole dunque presentare:

  • una serie di possibili letture ed interpretazioni di “immagini-fonte”;
  • un insieme di riflessioni sulle opportunità che esse possono costituire per lo sviluppo di proficui processi di insegnamento/apprendimento;
  • una raccolta di idee ed attività didattiche a carattere laboratoriale ed interdisciplinare da sviluppare, a partire dalla Storia del ‘900, nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

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